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BEST OF S.RAULE

FACEZIE QUOTIDIANE

piccola guida al condominio
il rasoio di occam e altre facezie
giovani idraulici crescono
la città priva di taxi
basta con i post arguti
sulle fanfiction e altre perversioni
l'etterna processione
10 buoni motivi per non accendere mai più la televisione
il trasloco
una morte pietosa lo strappò alla follia
la VERA storia del "disossatore" di casa raule
il moroso e harry potter
le belle ed accurate profezie di susanna raule
perché il bene trionfa sempre
animal husbandry
solo una piccola, sottilissima mentina, signore
10 indizi sicuri per riconoscere un dito

ANTICHRISTA
le comuni radici cristiane
iniziative imbarazzanti (foto scadute)
194, RU486 e Altre Sigle Inerenti
gli compreremo dei chierichetti gonfiabili
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hair: storia illustrata dei capelli di sraule


ESPERIMENTI IN CORSO

Il Racconto Senza Nome

Regolamento

1° puntata
2° puntata
3° puntata
4° puntata
5° puntata
6° puntata
7° puntata
8° puntata
9° puntata

analisi 1° puntata


CONSIGLIATI DA SRAULE

(in ordine sparso)

NARRATIVA DI GENERE
(sottoposta a strettissima selezione)

Sir A. Conan Doyle: il canone holmesiano

Joe R. Lansdale: Mucho mojo
Valerio Evangelisti: Il castello di Eymerich
Terry Pratchett: Guards! Guards!
Patricia Cornwell: Il cimitero dei senza nome
Ian Rankin: A question of blood
Elmore Leonard: Get shorty
JK Rowling: Harry Potter
Edward Bunker: Come una bestia feroce
Douglas Preston e Lincoln Child: The cabinet of couriosities
Arturo Pérez-Reverte: El maestro de esgrima
Mickey Spillane: L'uomo che uccide
Dave Courtney: Fermate il mondo (bio)
Richard Stark: Da Parker con furore
Isaac Asimov: Il club dei vedovi neri
Isaac Asimov: I, robot
Andrew Vachss: Down in the zero
James Ellroy: White Jazz
Richard Matheson: Io sono leggenda
Philip K. Dick: Confessioni di un artista di merda
Dorothy L. Sayers: Per morte innaturale
Chelsea Quinn Yarbro: Hotel Transilvania
Will Crhristopher Baer: Baciami, Giuda

SAGGI
Alice Vachss: Vittime sacrificali
MIcheal Moore: Stupid white men
Umberto Eco: Lector in fabula
Valerio Evangelisti: Sotto gli occhi di tutti
Marc Augé: Il senso degli altri
Oliver Sacks: L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello
Giordano Fossi: Miti, religione e psicoanalisi

COMICS
Abuli, Bernet: Torpedo
Garth Ennis, Steve Dillon: Preacher
AA.VV.: Hellblazer
Neil Gaiman: The Sandman
Joan Sfarr: Professor Bell
Frank Miller: Sin City
Alan Moore: The league of extraordinary gentlemen
Alan Moore: Top 10

TV SERIES
Millenium
X-files
Dr House
ER
Six feet under
Queer as folk (uk)
NYPD

MOVIES
Stanley Kubrick: 2001 - Odissea nello spazio
Stanley Kubrick: Arancia Meccanica
MIchelangelo Antonioni: Blow-up
Abel Ferrara: The funeral
David Fincher: Seven
David Fincher: Fight club
Barry Levinson: Sleepers
Terry Gilliam: Brazil
Terry Gilliam: L'esercito delle 12 scimmie
Monty Pithon: Il senso della vita
Kevin Smith: Clerks
Jean-Pierre Jeunet: Delicatessen
Quentin Tarantino: Le iene
Quentin Tarantino: Pulp Fiction
Oliver Stone: Natural born killer
Nicole Kassel: The woodsman
Pedro Almodovar: Tutto su mia madre
Frank Capra: Angeli con la pistola
Lars Von Trier: Idioti
Emir Kusturica: Underground
Thomas Vinterberg: Festen

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domenica, 17 agosto 2008
La metà di "tutto"

Da quando ho un lettore mp3 ho imparato un sacco di cose. Per essere una che ha denigrato l'oggetto ininterrottamente per anni non sono il massimo della coerenza, lo so.
E d'altronde che la coerenza sia un valore non l'ho mai detto, quindi almeno in questo sono coerente.
Dicevo: ho imparato un sacco di cose.
La prima cosa che ho imparato è che un album nuovo devo prima ascoltarlo almeno una volta su un impianto decente. Immagino che questo vada sotto il nome "nevrosi", ma immagino anche di non essere l'unica a soffrirne.
Poi ho imparato che sul mio lettore si creano delle vere e proprie chart. Autonomamente.
Queste chart non hanno veramente a che fare con la bellezza intrinseca degli album, ma più che altro con la mia colonna sonora mentale preferita.
Vi ricordate Grofield, il personaggio della serie di Westlake su Parker che sente continuamente una sorta di colonna sonora mentale della propria vita? Be', anch'io l'ho sempre sentita, anche se non con la chiarezza di Grofield. Raramente mi rendevo conto di che pezzi la componessero, anzi, molti pezzi credo che fossero mie creazioni originali (un giorno vi parlerò dei miei deludenti tentativi di scrivere musica).
Ora, con il lettore mp3, è tutto molto più chiaro.
Quando ho comprato il lettore ci ho caricato sopra un certo numero di album. Non li ricordo tutti, quindi abbiate pazienza.
Tra questi c'era The downward spiral che, dopo mesi, è ancora lì, dimostrando in modo inequivocabile di aver raggiunto il numero 1 della mia chart.
A parimerito con lui c'è il secondo concerto di Rachmaninov, che però ho ascoltato proprio pochino, a causa dell'intollerabile rumore ambientale.
Altri album dei Nine Inch Nails hanno fatto la loro comparsa sul mio lettore. Credo che The Fragile ci sia rimasto un paio di settimane. Purest feeling (la prima stesura di Pretty hate machine) è su in questo momento, ma non durerà molto. Ghosts è comparso fuggevolmente (non è assolutamente adatto ad essere ascoltato nel rumore), così come Light in the sky, che è il demo del tour attualmente in corso. Quello è stato semplicemente una meteora: l'unico pezzo vagamente decente è quello dei NIN, e non mi piace neanche un granché (visto che doveva provenire da The slip avrei preferito Corona Radiata, o almeno Discipline, se proprio doveva essere un singolo: invece è Echoplex).
In ogni caso. Vi capitasse di sentire i Deer hunter, scappate veloci e scappate lontano, questo è tutto quello che ho da dire.
Al secondo posto della mia chart come permanenza sul lettore c'è sicuramente Outside di Bowie, che è stato messo qualche settimana dopo The Downward spiral ed è ancora lì.
Tra l'altro - lo so che non vi frega, ma il blog è mio, ok? - il video di The heart's filthy lesson secondo me è uno dei video migliori mai girati. In assoluto, intendo.
Intanto passavano gli album più svariati. Saul Williams è rimasto per un po'. Red Mecca dei Cabaret Voltaire è rimasto un po' anche lui. L'album dei Does it offend you, yeah? è rimasto proprio pochino.
A un certo punto ha fatto la sua comparsa Led Zeppelin Remastered, un album doppio, ovviamente. E' ancora lì. E chi lo muove?
Beggar Banquet degli Stones ha girato per le mie orecchie un paio di settimane.
God and Country Rally! dei To live and shave in L.A. è rimasto un altro paio di settimane, ma non l'ho ascoltato un granché. Metà dei pezzi sono davvero pallosi.
Santogold è arrivata da un po' di tempo, e per il momento ha resistito a ben tre cambi di playlist. Vogliamo dire che il suo album è la novità dell'anno? E diciamolo, va'.
Tra i dischi da me apprezzati ma durati relativamente poco immagino che possiamo segnalare: Nevermind dei Nirvana, L.A. woman dei Doors, Antichrist superstar di Marilyn Manson, Danson Metropoli degli Avion Travel (poi l'ho preso), London Calling dei Clash, The fat of the land dei Prodigy, Pornography dei Cure, Boh? dei Chi cavolo se lo ricorda.
Il tempo di permanenza minore in assoluto, addirittura inferiore a quello di Light in the sky, va a Joy di Giovanni Allevi. Ascoltato una volta, deciso essere musica da albergo, rigettato. Peccato, in un certo senso, perché Allevi sarà anche insopportabile, ma in concerto è bravo. Magari, un giorno, vi racconterò di quella volta che l'ho incontrato in treno mentre tornavo da Milano.
In questo momento sul mio lettore mp3 c'è: la solita cartellona mista con dentro una playlist immensa che comprende dai Sigue sigue sputnik ai Bauhaus, a Sade ai Pistols agli Art of noise a Gershwin ai Pullmanx (invito chiunque a trovare il filo rosso!), le hits di cui sopra, Purest feeling e l'ultimo dei MGMT (che mi sta convincendo zero - ma perché l'ho scaricato?).
Si accettano suggerimenti per le prossime playlist, basta che non dite Peter Gabriel che in autobus non si può ascoltare.
E ora che vi ho fatto due palle così con roba di cui non vi frega, prometto che uno dei prossimi post sarà... su altra roba di cui non vi frega, come TUTTI i riferimenti musicali presenti nelle mie storie.
Così quelli dello Spazio bianco imparano a dire che sono "ultra-citazionista".
Dovete soffrire, questo è quanto.



Postato da: sraule a 15:04 | link | commenti (10)

mercoledì, 13 agosto 2008
Cadono come mosche

Un altro disegnatore abbattuto dal caldo. Il fenomeno assume contorni inquietanti. Il disegnatore è stato in seguito rianimato minacciando ulteriori invasioni della privacy.


Postato da: sraule a 16:54 | link | commenti (36)

sabato, 09 agosto 2008
From the Stars and behind

Egli mi guarda da lassù, saggio e benigno.


Postato da: sraule a 15:18 | link | commenti (12)

giovedì, 07 agosto 2008
Avion Travel

Ieri sera concerto degli Avion Travel sulla spiaggia.
Non che io sia una fan sfegatata degli Avion. Il concerto era gratis, ecco tutto.
Sulla spiaggia si stava bene, faceva abbastanza fresco. Io e Armando ci siamo svaccati su un asciugamano (ovviamente le sdraio erano già state tutte occupate - ma c'è gente che si presenta due ore prima anche ai concerti gratuiti, cristo?) riempiendoci immediatamente di sabbia.
Il palco era piccolino ma alto, l'amplificazione era tra il pessimo a il mediocre. Tutto normale.
Poi, a quanto pare, ultimamente le macchine del fumo te le tirano dietro. Dopo aver visto che Cohen ne aveva una non mi sono stupita del fatto che anche gli Avion abbiano voluto dare qualche tocco alla Deep Purple.
Comunque bisogna ammettere che il concerto è stato più rockeggiante di quanto mi sarei aspettata. Voglio dire, sono sempre loro, non immaginatevi roba alla Manowar, però hanno picchiato abbastanza. Erano anche privi del sax, non so se è normale.
Servillo aveva uno strano modo di muoversi, più o meno come un derviscio impazzito. All'inizio io e Armando ci siamo chiesti se qualcosa dell'ambiente gli avesse fatto credere di trovarsi al Madison Square Garden, ma devo dire che dopo l'iniziale spaesamento dovuto alle mossette pelviche abbiamo deciso che lo show andava benone.
Gli arrangiamenti erano meno sofisticati di quelli da studio, molto impattanti. A un certo punto Fausto Mesolella ha lasciato tutti con un palmo di naso infilandosi in un assolo di cinque minuti alla Santana. Bello ed emozionante.
Lo spettacolo era molto teatrale, ben studiato, a tratti divertente. In tutto un'oretta e mezza scarsa di musica, ma va bene così.
I pezzi "famosi" (che poi sono due) se li sono tolti quasi subito, poi hanno continuato con rivisitazioni di canzoni tradizionali napoletane e pezzi loro di maggiore spessore, tratti da Danson Metropoli (il loro ultimo album, scritto in collaborazione con Paolo Conte e contente reinterpretazioni di Conte stesso).
Buon concerto, molto espressivo e con arrangiamenti raffinati, che mi ha fatto venire voglia di comprare qualcosa di loro.
Be', per questa stagione credo di aver chiuso con i concerti (anche perché il prezzo di quelli che vorrei vedere è proibitivo).
Aspetterei l'anno prossimo, fiduciosa, di vedere se quei rotti in culo dei NIN la smettono di suonare in Connecticut e in Cile (cristo, in Cile sì e in Europa no?) e vengono qua da noi.
Le foto del tour mi fanno pensare sempre di più che mi sto perdendo qualcosa.


Postato da: sraule a 11:59 | link | commenti (10)

martedì, 05 agosto 2008
Delicatessen

Tanto, tanto tempo fa, prima che internet venisse creato, tanto per darvi un'idea, gli esseri umani ciondolavano qua e là coperti di vello.
La loro posizione nell'ordine naturale delle cose era abbastanza in basso.
Qualunque grosso predatore poteva papparseli in un baleno e anche alcuni erbivori gli parevano decisamente spaventosi.
Poi l'essere umano fece la prima di numerose scoperte nella via verso la salvezza.
Quella scoperta era il randello.
Gli esseri umani avrebbero potuto cavarsela in molti altri modi. Avrebbero potuto diventare velenosi. Questo li avrebbe aiutati.
Se immaginiamo una società di esseri umani velenosi probabilmente immaginiamo una società di esseri umani pacifici e vegani.
Ma non diventarono velenosi.
Invece inventarono il randello. E dopo il randello inventarono la lancia. Poi l'arco. Poi la spada. Poi la pistola. Poi la dinamite. Poi le armi di distruzione di massa.
Gli esseri umani, raggiunto con l'inganno il vertice della piramide alimentare, decisero che vivere sugli alberi non era più consono al proprio rango.
Costruirono prima capanne, poi casette, poi palazzi, poi grattacieli, poi bunker antiatomici, poi Dubai.
Dovendo arredare tutto quel ben di dio, passarono dai letti di paglia ai mobili dell'Ikea in un batter d'occhio.
La loro tribù diventò grande e grossa, con risultati spesso mediocri. Impararono un po' di lezioni e ne dimenticarono molte altre, ma non persero mai il concetto alla base di tutto: il randello.
Protetti dal loro randello (e dalle loro case) si fecero parecchia guerra inutile, ma inventarono anche altro: beni di lusso, playmate, musica dodecafonica e letteratura sopraffina.
Visto che ora i grossi animali non potevano più mangiarli (contro i piccoli animali rimasero pressoché indifesi) decisero che sarebbero stati loro, adesso, a mangiarseli. Lo fecero con gran gusto.
Ora, svariati millenni dopo l'invenzione del randello, gli esseri umani discutono se sia il caso di continuare su questa strada.
Si chiedono se sia giusto uccidere quei poveri animaletti innocenti per nutrirsi, per dimostrare la propria superiorità culinaria ad altri esseri umani, per coprirsi, per dimostrare il proprio status socio-economico ad altri esseri umani, e per curarsi.
La risposta prevalente sembra essere: sì.
E' probabile che la parabola umana nella storia abbia la forma di una campana di Gauss. Possiamo già tutti vedere la fine all'orizzonte.
Questo significa che tutto è stato fatto propriamente, ma è solo il mio parere.
Un po' di tempo fa parlavo con una vegetariana.
Ragazza molto intelligente, lo dico a scanso di equivoci.
I vegetariani hanno deciso di sottrarsi all'ordine naturale delle cose.
Non c'è niente di male in tutto ciò. Se non ci fossimo sottratti all'ordine naturale delle cose vivremmo ancora sugli alberi, e senza randello.
Comprendo i vegetariani che non si sentono, personalmente, di mangiare roba che un tempo aveva occhioni dolci.
Lo comprendo anche se è inutile: anche la tua macchina viaggia uccidendo roba con occhioni dolci (no, non sto parlando degli altri esseri umani). Anche le tue scarpe lo fanno, continuamente. Semplicemente calpestando.
L'asfalto contiene scarti animali.
Prego continuare da soli con gli esempi.
Comunque, dicevo, ho rispetto per i vegetariani che hanno scelto la non-carnivorità come stile di vita.
E' inutile come essere hare-krishna o cattolici, ma sono scelte personali e rompono molto meno le palle agli altri degli hare-krishna o dei cattolici.
Ovviamente non ho alcun rispetto dei vegetariani che vogliono convincere il prossimo della giustizia delle proprie scelte, esattamente come non ho alcun rispetto per hare-krishna o cattolici che fanno altrettanto.
Io stessa sono stata vegetariana per cinque lunghi anni.
Mi guardavo allo specchio e dicevo: non riesco a mangiare ciò che non ucciderei con le mie mani. E' una questione di fair play.
Poi, un bel giorno, mi sono guardata allo specchio e ho pensato: Ok, ma di quello che ucciderei con le mie mani che cosa dovrei farne?
Al momento mangio con gran gusto ogni tipo di carne, escluso il cavallo (che non mi piace).
Datemi un randello e vedrete voi che strage di conigli, polli, uccelletti, anatre, agnellini e maialetti.
Datemi qualcosa di più grosso di un randello e vedrete voi se non riesco a fare secchi anche mucche, cinghiali, montoni, porci e cavalli.
Datemi una pistola e vedrete se, in quattro e quattr'otto, non vi cucino anche un magnifico stufato di dirimpettaio.
Direte che sono crudele.
Fossi stata velenosa forse ora non la sarei, ma di fatto la mia carne è perfettamente commestibile.
Dicevo che rispetto i vegetariani. Di fatto li invidio anche un po'.
Per loro il mondo è un luogo più semplice che per me. Loro non devono fare i conti con il fatto che puoi amare molto il tuo coniglietto domestico, ma puoi anche trovarlo appetitoso.
Vivono come se fossero velenosi.
Cioé, a parte case, vestiti, automobili, ecc.
In pratica si nascondono efficacemente dietro il randello degli altri.
Continuo a rispettarli, però, proprio perché, in fondo, li trovo appetitosi.

(se volete sapere da dove è nato questo argomento, andate QUA)


Postato da: sraule a 13:59 | link | commenti (8)

lunedì, 04 agosto 2008
Intrattenimento 2

Viene il nuovo mese e la statistiche di Shinistat vengono aggiornate. Io continuo ad essere in modalità "cazzeggio", quindi non vi potete certo aspettare le consuete perle di saggezza.
L'unica cosa di cui ho voglia veramente è roba liquida con dentro tanto ghiaccio. Tipo una vasca da bagno, ecco.
A questo punto mi sento in dovere di mollarvi un post idiota sulle chiavi di ricerca nuove-nuove che hanno portato degli utenti sprovveduti a capitare su queste pagine.
Alcune hits, è inutile dirlo, non si muovono.
Ad esempio:

processioni: chiaramente uno dei temi caldi dell'estate. Qua a S. Terenzo continuano a farne una alla settimana, se ve lo state chiedendo. Nemmeno nella Spagna di Torquemada. Visto il periodo, ora, le processioni si svolgono sotto l'egida della Madonna del Bikini (che fa molto anni '80 . ah-ah), con le penitenti in tanga. Non possiamo lamentarci.      
coniglio: non avessi mai fatto quel post. Mi illudo che sia tutta gente alla ricerca di informazioni su Alice nel Paese delle Meraviglie, tanto per dare una spolverata di cultura.      
ron weasley fan fiction hot: ecco, questa proprio non la capisco. Ma l'avete visto? Riprovate con "Parker fan fiction hot" e potreste avere più fortuna.
capelli emo: rimasti pochi, a quanto mi risulta. Ma lui è sempre un sex-symbol del web, non temete. Tutte le altre accezioni del termine "emo", invece, sono bannate da questo blog e specialmente dalle mie orecchie.
coniglio bianco: è chiaro, cercano proprio Alice. "Bianconiglio" potrebbe esservi di maggior aiuto, tanto per dire.           
fan fiction ron weasley hot: ancora? Ma non avete capito che qua ci siamo dati al Lato Oscuro? Ecco, Ralh Fiennes nudo potrei anche costringermi a guardarlo, se proprio insistesse. Ma anche se non instistesse, dai.     
susanna raule: mh, qualcuno si è accorto che questo blog è mio, e non di JK Rowling. Grande.         
"sid vicious uccise": Nancy Spungen è la risposta esatta. E, dopo un po' di tentativi a vuoto, si uccise a sua volta. Amo le storie a lieto fine, come direbbe Ford. Voi no?
abiti 1500: non c'è molto da commentare qua. E' chiaro che continuano a confondermi con qualcun'altra. A meno che non fosse "abiti da 1500 lire". In quel caso potreste essere nel posto giusto.               
assorbenti usati differenziata: è un problema. L'unica cosa di cui qua siamo sicuri è che i maiali non li apprezzano.         
cabinet of couriosities: hanno, a volte, anche buoni gusti, questi internauti. 
carter presidente libro: qua solo "Carter e il Diavolo", sorry. Alcuni dicono che Lui abbia governato gli States nell'ultimo secolo, ma non ho notizie certe in merito.
cazzi cavalli: ora vi riconosco.               
cazzi di cavalli: era giusto precisare.         
cecilia gatto trocchi: morta, anche lei. Qualcuno che cerchi gente viva su questo blog?          
centometristi: ah-ah-ah-ah!         
chelsea hotel manhattan + sid vicious: sì, è stato lì che è avvenuto il fattaccio con Nancy. Bravi.               
cohen modello bidone spazzatura: questo mi lascia davvero perplessa. Interpretazioni?               
come scegliere la "rete del letto": possibilmente dopo averci fatto sopra sesso rude per 4 anni. Se sopravvive, è la scelta perfetta.         
dove posso trovare fumetti di giovanna casotto: sul sito di Giovanna Casotto, ad esempio, se proprio insisti. Qua NO.         
draco malfoy e hermione granger che scopano: e daglie. Ma a nessuno interessa, chessò, la musica progressive? Sarebbe più di buon gusto.     
foto 5 maggio san sebastiano: amiamo i martiri, ma non abbiamo foto, sorry.
giudice fulgence: prova sotto "Fred Vargas". Prova a comprarti i suoi libri, intendo! 
harry potter voi-sapete-chi: sappiamo niente, noi. 
holmes sherlock: poi si risollevano così, di colpo.       
kumagoro-42: è il nick di un mio amico, ma non credo sia mai passato di qua. Mi dicono essere un orso giapponese. L'amico, infatti, orso è orso. I giapponesi credo gli piacciano nudi.  
la casa di cera storia: be', loro ci provano, non è colpa di nessuno se non sanno il nome delle cose che ho scritto. Tranquilli, non me la prendo nemmeno un po'. Solo, vi rintraccerò e vi bannerò.     
la lente di sherlock: uno dei Suoi accessori più sexy.           
licantropi gay: molto amati dagli orsi. Io, per motivi di genere, preferisco i licantropi etero.
musica pop araba autori: mai riuscita a capirci un cazzo.
penetrazioni multiple blog: questo mi conosce di persona.     
persone che litigano: anche questo.               
presentazione figa: "Ciao, mi chiamo Susanna." (ma mi conosceva già anche lui)
presepe vivente: probabilmente una parola in codice per "orgia con animali". Così ora sapete cosa ci facciamo col coniglio.     
rsn televisione: eh?     
sfilata di uomini: solo il giorno del mio compleanno. Ormai è passato.
sherlock holmes l'uomo danzante: no, no. Non era Lui che danzava, gente. Ma il pensiero è divertente.                
susanna nuda: basta chiedere.



Postato da: sraule a 17:30 | link | commenti (13)

mercoledì, 30 luglio 2008
Il Cavaliere Oscuro

Ci sono varie cose che mi piacciono di Batman. E, ovviamente, sto parlando del Batman revisionato. Le atmosfere oscure, quasi gotiche, il senso di verticalità claustrofobica di Gotham. Il sentimento che pervade la maggior parte delle storie, di perdita di speranza, di soffocante violenza, di follia latente.

Il fatto che lui, il cosiddetto eroe, viva in un un mondo privo di sense of humor, sia in fondo molto spaventato da se stesso, abbia una serie di fobie neanche molto mascherate, tema il sesso e la gioia e viva in una cupezza tetragona, francamente esasperante, a volte quasi ridicola.

Amo il Joker di The killing joke, il Joker di Arkham Asylum e anche, ovviamente, il Joker irresistibile di Amor folle. Mi piace il suo essere uno psicopatico pieno di ironia, un bambino senza il senso del limite, un personaggio tragico, ma solo in fondo.

Non capisco la necessità di girare thriller dal ritmo incespicante con protagonisti in ipertecnologiche calzamaglie. Batman E' un uomo mascherato, perché fingere che sia un uomo che si maschera? Il revisionismo aveva fatto emergere l'uomo, ma aveva anche - e soprattutto - analizzato la maschera.

C'era davvero bisogno di prendere un personaggio, utilizzarne solo il folklore senza cogliere il punto, fargli recitare un script alla CSI senza motivo, dotarlo di gadget privi di stile (siamo sinceri: Batman non usarebbe MAI quella specie di SUV corazzato che è diventata la batmobile) e spedirlo a combattere una mafia da operetta, priva di qualsiasi realismo perché tanto-è-un-fumetto?

E c'era bisogno di far scomparire l'incredibile architettura di Gotham, i tombini che fumano, le gargolle, la delinquenza dilagante per farla diventare... cosa? Una sorta di paradiso delle vetrate monoriflettenti, una specie di Matrix in salsa USA?

E poi, forse sarò tradizionalista, ma di Alfred ce n'è uno. Non due, senza offesa per Morgan Freeman, eh? Dal punto di vista dei pesi narrativi, che senso hanno due personaggi equivalenti?

E se hai già un antagonista - e un antagonista che catalizza l'attenzione su di sé come il Joker - perché inserirne un altro, mandando in vacca anche quel poco di rosicata credibilità scialbo-procedural della quale comunque facevamo a meno?

Il fatto è che il film di Nolan è privo di mordente, spreca le possibilità di ottimi attori vivi e morti e non è altro che un thrillerino senza pretese. Infine, tanto perché sia chiaro che questo film mi ha annoiata a morte, vorrei evidenziare il fatto che anche la maschera di plastica rigida liscia e scura di Batman è di rara bruttezza.

Ridatemi Tim Burton e ridatemelo ora.


Postato da: sraule a 18:55 | link | commenti (19)

martedì, 29 luglio 2008
hallah mitzvah

Bisogna fare i salti mortali.

I mussulmani di Genova vogliono una moschea. La città si divide, ma il problema principale è il minareto. Faranno un referendum.

Ora, da parte mia, le riflessioni che farei se dovessi votare a quel referendum sarebbero:

1) Un campanile, da solo, basta a rompere le balle ogni mezz'ora a un intero qurtiere: sento davvero il bisogno di avere un'ulteriore fonte di chiasso religioso vicino a casa? Le voci registrate dei muezzin sono, tra l'altro, di insolita potenza, anche se nel complesso più melodiche delle campane.

2) Il Papa ogni domenica (e spesso anche negli infrasettimanali) conciona dalla tv su quello che devo o non devo fare: questa sarebbe concorrenza o no? Si è già visto che con i cristiano-ortodossi vanno così d'accordo che bisognerebbe chiamare l'antitrust. Questi mussulmani qua mi sembrano sufficientemente intransigenti da attirarsi le simpatie di Benny.

3) Sono circondata da adoratori di divinità equivoche che sostengono idee insostenibili. La castità, la sacra-famiglia, il creazionismo, la sofferenza come massima aspirazione (Ho detto che lo sostengono, non che lo fanno. Quello che fanno sul serio Freud lo chiamava Identificazione proiettiva: prendi il peggio che è in te, lo impacchetti, lo attribuisci a qualcun altro e poi dici: "I preti pedofili sono Male". Freud diceva che era un meccanismo di difesa psicotico, ma per fortuna io non sono freudiana.). Sento il bisogno di veder aumentare il numero di adoratori di dio nei miei dintorni, sapendo quello a cui porta?

4) Guarda cosa sono diventati i cattolici in 2000 anni. Se Nerone si fosse sforzato un po' di più adesso non avremmo tutti questi problemi. Non dovremmo imparare dalla storia? A far meglio, intendo.

Queste sono le prime considerazioni che mi vengono in mente, ma ce ne sarebbero altre. Il fatto è che mi sa che togliere la possibilità di far qualcosa ai somari sia più o meno come mollare un chilo di caramelle in mano a un bambino e digli di non mangiarle. Come lasciare un sacchetto di eroina in mano a un tossico e dirgli di non farsi. Come lasciare un trans nella stessa stanza di Lapo Elkan e dirgli... vabbe', il concetto è chiaro, credo.

Forse se Nerone non avesse crocifisso i cristiani dandogli poi fuoco in modo che illuminassero (giustappunto) come allegre torce il parco della sua residenza (l'idea ha una sua certa eleganza, bisogna ammettere), quelli, lasciati liberi, si sarebbero ibridati con il primo culto misterico di passaggio e noi adesso avremmo una religione basata sulla Sacra Orgia, invece che sul Sacro Cilicio. Chissà.

E c'è anche un altro problema: se non ce l'hanno fatta i romani, che erano gente precisa, che possibilità abbiamo noi di farcela?

Sono un po' sconfortata.


Postato da: sraule a 20:25 | link | commenti (4)

lunedì, 28 luglio 2008
Cattivik ci fa 'na sega

Sono continue umiliazioni.

Ieri sera, concerto di Leonard Cohen. Io e Brullo lo amiamo fin da adolescenti. Lui non fa un tour da 15 anni, ne ha 70, insomma. Quest'inverno, dopo aver saputo che veniva in Italia, ci siamo messi una mano sul cuore e ci siamo chiesti: "Vogliamo noi perdere l'occasione probabilmente unica di vedere Cohen perché il biglietto costa troppo caro?"

La risposta è stata: "Hey, ma ci sono anche i posti in piedi, che costano meno."

Brullo annuisce. "Siamo giovani e forti," conferma.

Entrambi fingiamo di non avere più malanni di un'enciclopedia medica e, ormai auto-suggestionati, compriamo i biglietti in piedi, che costano 20 euro in meno di quelli seduti lontano.

Arriviamo al concerto e scopriamo che per i fan di Cohen sinceri ma squattrinati sono stati previsti due comodi recinti-bestiame ai lati della platea. Visibilità del palco, zero. Visibilità dei megaschermi, scarsa.

Io e Brullo iniziamo subito a mettere in moto le nostre machiavelliche menti. Come entrare a sgamo nel luogo con le sedie?

Giriamo intorno al recinto come due squali, cerchiamo (cerco) roadies da corrompere (ma da quand'è che ai concerti ci sono solo hostess femmine ed educatamente glaciali?), luoghi dove scavalcare inosservati (non ce n'è), di farci passare per vip per accedere all'omonima tribuna (senza risultati).

Architettiamo piani degni di Cattivik per penetrare passando dal cortile del palazzo dietro, chiuso da una pesante porta di ferro. Ci agitiamo e ci lamentiamo.

Niente.

Ci rassegniamo a stare nel recinto-bestiame.

Cohen arriva sul palco alle 9.30 spaccate, saltellando. Ha 70 anni, l'ho già detto? Sembra che se la stia spassando. Attacca subito con Dance me to the end of love. Fa subito 3 o 4 canzoni di fila, prendendole un po' (poco) dagli ultimi album e un po' (tanto) dai primi, ma riarrangiate.

Dopo poco io e Brullo smettiamo di dimenarci per scavalcare e ascoltiamo tutti rapiti. Quando fa Suzanne io inizio a commuovermi.

Cohen dice che faranno un intervallo di pochi minuti. Non sembra affaticato. Sembra che se la stia spassando un mondo.

Durante l'intervallo, Mario (il boss di Arcadia, che ha avuto l'accortezza di procurarsi un posto in terza fila, seduto) ci passa i biglietti per entrare dalle sbarre. Non cerca di nascondere la cosa. Io e Brullo gioiamo.

Da veri sgamoni entriamo nel recinto sventolando i biglietti con aria saccente davanti ai rodie. Abbracciamo Mario, gridandogli i nostri ringraziamenti, in piena vista.

Tempo un microsecondo i rodie ci vengono a riprendere e ci ributtano fuori. Ora siamo considerevolmente più lontani dalla sbarra che avevamo raggiunto a furia di gomitate.

Il concerto riprende. Cohen è in piena forma. Fa I'm your man, Alleluja, Tower of song.

Anche se il concerto è molto quieto, la gente canta con lui. Nel nostro settore da derelitti tutti sanno tutti i testi di tutte le canzoni, cantiamo tutti insieme, ma sottovoce per non disturbare.

Cohen fa 3 ore nette di concerto. 70 anni. Un discorsetto sui tempi oscuri in cui viviamo. Chiede se vogliamo conoscere il fine ultimo dell'universo. Urliamo di sì. Lo chiede ancora, se la mena. Altre urla dal pubblico.

Il fine ultimo dell'universo è il Ta-da-da-dam di Marianne. Ridiamo.

Cohen fa due bis. A First we take Manhattan sembra che la piazza cada giù.

Continua a cantare. 70 anni. E' fresco come una rosa.

Io e Brullo (quelli giovani e forti) siamo due stracci. Forse Cohen vuole prenderci per sfinimento, ma noi non ci caschiamo e continuiamo a chiedere bis.

Lui ridacchia, ammicca, si vede che è contento di essere lì.

Ci prende in giro. Attacca I tried to leave. Quando dice "Goodnight, my darling, I hope you're satisfied" con quell'aria un po' sorniona ci mettiamo tutti a ridere.

Alla fine il concerto finisce. Siamo degli stracci, Cohen, che se n'è andato saltellando, ha umiliato pubblicamente tutti i giovanotti presenti, che si massaggiano la schiena e che camminano con cautela, perché hanno i piedi gonfi.

Per quanto mi riguarda può rifarlo quando vuole.


Postato da: sraule a 11:49 | link | commenti (5)

venerdì, 18 luglio 2008
Intrattenimento, gente.

Il web diventa ogni giorno un posto più triste. La cosa strana è che questo non mi procura più le reazioni di un tempo. Adesso l'incazzatura o il disgusto mi durano a malapena qualche secondo.
Forse quando ti passa la voglia di infilarti in un bel flame è segno che stai invecchiando, non so.
Anche se non ho perso il gusto per una bella rissa "live" - anzi, nella RL sto diventando preoccupantemente intransigente ed antisociale - le sparate sul web non mi irritano più. Al limite mi annoiano un po'.
Per questo, ultimamente, tutto quello che ho voglia di fare on-line è cazzeggiare orrendamente.
Trovare posticini divertenti e lasciar perdere polemiche, minchiate, sessismi e, sì, persino criptofascismi (ma neanche tanto cripto, va') e sparate da integralisti cristiani.
Probabilmente è preoccupante.
Probabilmente uno di questi giorni una cazzata ancora più grossa della media attirerà la mia attenzione. In un certo senso ci spero.
Qua ci si annoia un po'.
Quindi, cazzeggio&divertimento, ok?
Nell'ultimo periodo ho finalmente messo le mani su un libro che bramavo da un bel po'. Alta Letteratura, ovviamente.
Cioé, più o meno.
'somma.
Ecco...
Ok, era il libro di Stephen Davies sugli Zeppelin, ok?
Alta Letteratura, come dicevo.
E cazzeggiamento di prima qualità.
C'è un episodio dell'inarrivabile quartetto che è proprio quel genere di cosa che ti rischiara la giornata.
Siccome non ho il libro qua con me non credo di poter ricordare tutti i dettagli a memoria.
Comunque.
Erano tipo i primi anni '70. Gli Zep erano già stra-famosi. Nel loro precedente tour statunitense se n'erano andati in giro su un grosso aereo privato dotato di ogni comfort: scannatoio, mega-frigo e piste di atterraggio fatte di polvere bianca di varia natura.
Le mogli se ne stavano a casa, nella vecchia Inghilterra.
E... be', erano incazzate.
Così, quando venne fuori che il gruppo stava lanciando la sua etichetta di produzione privata, la Swan Song, e che i party inaugurali si sarebbero tenuti negli States, mogli e conviventi si sono messe sul piede di guerra.
I quattro dirigibili forse erano dei grandi musicisti, però come esseri umani tendevano decisamente al pusillanime.


Visto che le mogli sapevano benissimo che a New York e a Los Angeles gli Zeppelin avevano bisogno di un servizio di sicurezza appositamente concepito per far fronte all'invasione delle groupies - e visto che sapevano anche che non si erano mai preoccupati di rendere questo servizio di sicurezza particolarmente efficiente - i quattro pensarono bene di sottoporre alle consorti un programma di viaggio... leggermente truccato.
Così sostennero, spalleggiati da tour manager e produttore, che le due feste di presentazione della Swan Song sarebbero state in posti tipo Denver e Detroit.
"Che cosa vuoi, è un duro lavoro e una noia mortale, ma qualcuno deve ben farlo..."
Le mogli, placate, salutarono con il fazzoletto.
I party di inaugurazione, ovviamente, si tennero a NY e a LA.
A NY andò tutto più o meno come al solito: droghe, alcool e vagonate di figa da tenere lontane col lanciafiamme. Spento.
A LA i quattro pensarono bene di farsi vedere un po' sullo Strip - patria di groupie e paparazzi.
Jimmy Page riuscì a farsi fotografare in giro avvinto alla sua fidanzata minorenne. Ci riuscì con una certa facilità.
Le mogli, che non erano proprio sceme, non ci misero molto ad intuire che dove c'era lui c'erano anche gli altri, presumibilmente dietro qualche separè impegnati nella Fase 2 del pallosissimo tour di presentazione.
Inaspettatamente la band più eccessiva, maledetta e mediaticamente esposta del decennio non era riuscita a passare inosservata nel luogo con la più alta concentrazione di paparazzi per metro quadro del pianeta, con appeso sopra un grappolo di groupie.
Forse pensavano che con tutta quella figa attorno nessuno avrebbe fatto caso a loro, nel servizio di Melody Maker.
Ora tutto è cambiato.
Le vere star se ne stanno a casa loro a truffare il fisco e tutti gli altri cercano di farsi fotografare qua e là avvinti ad una groupie.
Solo che lo fanno in internet, le groupie sono tizi barbuti che amano avere un'identità fasulla da playmate on-line e non c'è nessuna moglie incazzata, a casa.
E anche se ci fosse non fregherebbe niente a nessuno.
Questo è il motivo per cui non riesco più a provare il minimo fremito di fronte alle cazzate che leggo in giro.
Nessuno di loro ha la faccia di Jimmy Page, e anche se l'avesse nessuno di loro sa suonare una chitarra a doppio manico.
In quanto a quelli che le groupie magari ce l'hanno, quella è l'unica cosa di cui non parlano on-line.
E' un triste web.
E il mondo, là fuori, non va meglio.


Postato da: sraule a 17:34 | link | commenti (33)